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Cottura dei calamari: quanti minuti prima che diventino gomma

Sei cuochi a confronto, e Anna Moroni che dice a voce alta il limite: quindici minuti e non di più, altrimenti induriscono. Due strade opposte, e il territorio pericoloso nel mezzo.

29 Settembre 2026
3 min di lettura

«Quanto devono cuocere i calamari» è una di quelle domande dove la risposta sbagliata si sente subito: diventano gomma. Abbiamo messo in fila sei cuochi che li hanno cucinati nelle trasmissioni che trascriviamo da vent’anni, e uno di loro — Anna Moroni — dice a voce alta la cosa che tutti gli altri lasciano implicita.

Calamari

La frase che risolve la domanda

Anna Moroni, preparando i calamari ripieni in guazzetto, prima li sigilla in padella due minuti. Poi li fa andare nel sugo e dice:

«Far andare per 15 minuti e non di più altrimenti induriscono.»

Quindici minuti, e il perché detto esplicitamente. È l’unica volta in cui qualcuno spiega il limite invece di darvi solo un numero.

Sei cotture, e due strade opposte

Anna Moroni — ripieni in guazzetto 2 minuti a sigillare, poi 15 minuti
Fabio Potenzano — ripieni ai ceci 10 minuti col coperchio
Angelica Sepe — imbottiti alla napoletana 1-2 minuti a fuoco vivace, poi 20 minuti coperti a fiamma bassa
Mare e Monti — ripieno arrosto 20 minuti in forno, nel pomodoro
Mare e Monti — alla livornese 40 minuti a fuoco lento, coperti
Gianfranco Pascucci — tempura frittura a 180 °C

Le due strade, e il territorio pericoloso in mezzo

Guardando i tempi si vede che si dividono in due gruppi, e fra i due c’è un vuoto:

  • La strada corta: 10-20 minuti. È quella di Moroni, Potenzano e Sepe. Il calamaro resta tenero perché non si dà al collagene il tempo di irrigidirsi.
  • La strada lunga: 40 minuti a fuoco lento e coperti. È quella della livornese. Qui il calamaro passa attraverso la fase dura e ne esce dall’altra parte, morbido di nuovo.

Nessuno dei sei si ferma a metà strada, ed è esattamente lì che sta il disastro: venticinque, trenta minuti di cottura vivace sono il modo migliore per ottenere gomma. O poco, o molto e piano.

Quasi tutti cominciano con una fiammata breve

Moroni sigilla due minuti. Sepe rosola a fuoco vivace per uno o due minuti, e solo dopo abbassa, copre e va avanti venti minuti.

Il fuoco alto serve all’inizio e per pochissimo. Se lo tenete alto anche dopo, siete nel territorio in mezzo.

E se li friggete, il tempo non c’entra

Pascucci per la tempura non dà minuti: dà la temperatura dell’olio, 180 °C, e la pastella fredda. Nel fritto il calamaro è sottile e cuoce in pochissimo: quello che decide il risultato è che l’olio sia abbastanza caldo da chiudere subito la superficie.

In pratica

  1. 10-20 minuti, oppure 40 a fuoco lento e coperti. Mai la via di mezzo.
  2. Il fuoco vivace dura uno o due minuti, all’inizio, e poi si abbassa.
  3. Nel dubbio, quindici minuti — e la ragione ve l’ha data Anna Moroni.

Le sei cotture vengono dal nostro archivio delle trasmissioni di cucina, trascritte puntata per puntata, e sono riportate come sono state dettate.

Argomenti Anna Moroni calamari Fabio Potenzano Gianfranco Pascucci Pesce secondi piatti tempi di cottura

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