Piccola guida alla frittura
Friggere in modo impeccabile, è più semplice di quanto si pensi! Ecco i consigli per cuocere gli alimenti facendo attenzione al tipo di olio e all’attrezzatura da utilizzare.
Friggere in modo impeccabile, è più semplice di quanto si pensi! Ecco i consigli per cuocere gli alimenti facendo attenzione al tipo di olio e all’attrezzatura da utilizzare.
Oggi Benedetta Parodi ci ha mostrato Caesar Salad, Caviale di Melanzane, Gamberoni al Sesamo e infine Crème Brulée.
Queste zucchine fritte sono facili, buone e coreografiche! Preparatele come antipasto o come contorno, e servitele caldissime…farete un figurone!
Dal momento che siamo in pieno Carnevale, moltissimi di voi si staranno dedicando alla preparazione dei tradizionali dolci di questo periodo. Se non siete abituati a friggere perchè di norma mantenete una dieta più leggera, forse cimentarvi nella preparazione di frittelle, chiacchiere o galani non sarà propriamente un gioco da ragazzi. Per un’ottima riuscita della
Per ottenere una frittura veramente croccantissima e leggerissima, il trucco è passare il vostro pesce o le vostre verdure nella farina di riso prima di passarle nell’olio bollente…la farina di riso è ideale sia per una semplice infarinatura, che per la realizzazione di una pastella…provare per credere!
La buona riuscita di un fritto misto di mare dipende dalla freschezza del pesce, dalla quantità di olio utilizzata per friggere e dall’abilità nel differenziare i tempi di cottura dei pesci.
Oggi vi proponiamo una ricetta particolarmente sfiziosa: è la mozzarella impanata, molto apprezzata come antipasto ma anche come contorno. La conoscono ed apprezzano tutti anche all’estero, dove questi bastoncini di mozzarella sono conosciuti come “mozzarella sticks”. Ingredienti: una mozzarella da 200 gr. circa due uova 100 gr. di pangrattato un bicchiere di olio di oliva
A lezione di cucina: se sottoponiamo l’olio a un forte innalzamento termico esso si degrada e brucia gli acidi grassi liberi: questa trasformazione è visibile perchè appare sotto forma di fumo che abbandona l’olio. Questa fase di riscaldamento dell’olio si definisce “punto di fumo”. Se si mantiene l’olio a questa temperatura per due ore la