Il 13 maggio 2026 la Principessa del Galles ha visitato Reggio Emilia per conoscere il Reggio Children — e nel secondo giorno ha indossato un grembiule, si è messa al tavolo con una sfogliatrice e ha preparato i tortelli a mano. I suoi erano un po’ troppo farciti di ripieno. Ma chi non li ha fatti troppo pieni la prima volta?
C’è un momento nel video che circola da giorni che vale tutto il viaggio. Kate Middleton con la farina sulle mani, che guarda il suo tortello chiuso male e ride. “When I do this at home, it’s without a big bowl, and it goes everywhere“, ha detto agli chef che la guidavano. È una frase che capisce chiunque abbia mai fatto pasta fresca in casa.

La Principessa del Galles era a Reggio Emilia per visitare le scuole del Reggio Approach — il modello educativo sviluppato da Loris Malaguzzi che promuove l’apprendimento attraverso l’esperienza, la natura e la creatività. È tornata in Italia dopo 26 anni, la prima uscita all’estero dopo la malattia, e ha scelto di farlo da sola, senza il Principe William. Reggio Emilia ha risposto con migliaia di persone in piazza Prampolini che urlavano “Kate!” e “Bellissima!”.
La visita
Il secondo giorno di Kate in Italia si è svolto in parte nelle colline parmensi, all’agriturismo “Al Vigneto” a Barbiano di Felino. Qui, attorno a un tavolo con famiglie locali, ha imparato a fare i tortelli come una rezdòra — il termine dialettale emiliano per indicare la cuoca di casa, custode della tradizione della sfoglia. I tortelli erano ripieni di erbette e ricotta. Erano, a detta dei presenti, un po’ troppo farciti. La principessa ha riso anche di questo.
Cosa sono i tortelli emiliani
I tortelli sono pasta ripiena della tradizione emiliana — parenti stretti dei cappelletti, dei tortellini e dei ravioli, ma con caratteristiche proprie. Sono quadrati o rettangolari, più grandi dei tortellini, con un ripieno che varia a seconda della zona: erbette e ricotta nella versione più classica, zucca con amaretti nella versione mantovana che si incontra anche nel reggiano, patate e pancetta in altri contesti.
La differenza tra un tortello fatto bene e uno fatto male sta quasi interamente nell’impasto di pasta all’uovo. Deve essere sottile, elastico, steso a mano con il mattarello o con la macchina, e lavorato abbastanza a lungo da diventare liscio come seta. Non è difficile — ma richiede pratica e il coraggio di non avere fretta.
L’impasto base
Per la pasta all’uovo fatta in casa servono fondamentalmente due ingredienti: farina 00 e uova fresche. La proporzione classica è 100 g di farina per ogni uovo. L’impasto si lavora a mano per almeno 10 minuti fino a ottenere una palla liscia e omogenea, poi si fa riposare coperta per 30 minuti prima di stenderla. Quel riposo non è opzionale: il glutine ha bisogno di rilassarsi per permettere alla sfoglia di stendersi senza tornare indietro.
Tortelli, cappelletti, tortellini: le differenze
La pasta ripiena emiliana è un sistema complesso con regole precise — e ogni città ha le sue. Reggio Emilia e Parma sono territori dei tortelli alle erbette. Bologna è la città dei tortellini, che hanno una forma diversa (ripiegati su se stessi a formare un anello) e un ripieno di carne. Modena rivendica i tortellini tanto quanto Bologna. Reggio Emilia rivendica invece i cappelletti come piatto delle feste — ripieni di formaggio, serviti in brodo di carne nelle occasioni importanti.
Lo sapevi?
I cappelletti in brodo sono il piatto delle feste emiliane per eccellenza — Natale, Capodanno, matrimoni. La forma a “cappelletto” si ottiene piegando un quadratino di pasta ripiena prima a triangolo, poi avvolgendolo attorno al dito per chiudere le due punte. Il ripieno tradizionale reggiano è a base di formaggio — Parmigiano Reggiano, ricotta, uova — a differenza di Bologna dove si usa la carne. Due città a 60 km di distanza, due ricette completamente diverse, entrambe convinte di possedere la versione originale.
Perché la pasta fresca intimorisce (e non dovrebbe)
Kate Middleton che fa i tortelli con la farina ovunque è diventata virale esattamente perché tutti si sono riconosciuti in quella scena. La pasta fresca ha una reputazione da tecnica difficile che non si merita del tutto. Quello che serve davvero è:
- Uova fresche di qualità — il tuorlo dà il colore giallo intenso alla sfoglia. Uova da galline allevate a terra fanno una pasta visibilmente diversa
- Farina 00 — la più fine, con meno proteine della Manitoba. Produce una sfoglia più tenera e facile da stendere
- Tempo di riposo — 30 minuti coperti, non negoziabili. Il glutine deve rilassarsi
- Mattarello o macchina — a mano richiede pratica; la macchina sfogliatrice (come quella che usava Kate) permette di ottenere spessori uniformi anche alla prima esperienza
- Ripieno non troppo abbondante — l’errore classico del principiante, e quello che ha fatto anche Kate. Troppo ripieno impedisce la chiusura e fa aprire i tortelli in cottura
L’errore più comune
I tortelli si aprono in cottura quasi sempre per due motivi: troppo ripieno (che impedisce di sigillare bene i bordi) o pasta troppo secca al momento della chiusura. Se la sfoglia si asciuga mentre lavori, passaci sopra un dito leggermente umido sui bordi prima di chiudere — aiuta l’adesione. E sul ripieno: meno è meglio, almeno finché non hai preso la mano.
La cucina italiana vista dall’estero
C’è un altro aspetto della visita di Kate che vale la pena notare. La scelta di Reggio Emilia non è casuale — è una delle città italiane con la maggiore reputazione internazionale nel campo dell’educazione infantile. Ma il modo in cui la stampa di tutto il mondo ha raccontato la visita è passato quasi interamente per il cibo: i tortelli, il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma, il Lambrusco, l’erbazzone.
La pasta fresca fatta a mano è probabilmente l’immagine più immediata e universale della cucina italiana nel mondo. Non richiede traduzione. Kate Middleton con la farina sulle mani in un agriturismo delle colline parmensi ha detto più sull’identità gastronomica italiana di qualsiasi campagna di promozione turistica.
La pasta all’uovo emiliana non è solo una ricetta — è un gesto trasmesso di generazione in generazione. Le rezdòre reggiane e parmensi non usavano ricettari: imparavano guardando le madri e le nonne, ripetendo lo stesso movimento finché la sfoglia non veniva giusta. Kate Middleton ha fatto i tortelli troppo pieni. Sua nonna li avrà fatti troppo pieni anche lei, la prima volta.
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