Il liquore di ciliegie dall’antico Ratafià ad oggi

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La storia del liquore di ciliegie è davvero molto antica. Il primissimo liquore alle ciliegie si chiamava Ratafià. Da esso sono poi nate altre varianti regionali, tutte ugualmente buone e gradevoli al palato. Scopriamo cos’era il Ratafià e cos’è il liquore di ciliegie oggi

Origini e storia del nome Ratafià

Il Ratafià era un liquore molto molto antico. In realtà in origine non era un liquore di ciliegie, ma era un liquore qualunque ottenuto da frutta e alcol. Era abitudine in epoca Romana servire e gustare un bicchierino di liquore a conclusione di un accordo commerciale o di affari. Un modo per suggellare insomma accordi di lavoro, con un cin cin al grido di “Ut Rata Fiat”, che significa “sia ratificato l’atto steso”. Da qui il nome Ratafià.

Regione che vai, Ratafià che trovi

Oggi il Ratafià esiste ancora ed è un liquore di ciliegie di origine tipicamente piemontese. In Piemonte lo si prepara con amarene o ciliegie nere. Si aggiunge del buon Barbera d’Asti, qualche chiodo di garofano e cannella, oltre, ovviamente, all’alcol ed all’acqua e zucchero necessari per preparare lo sciroppo. In Abruzzo, altra regione che fa di questa preparazione un vanto, il vino utilizzato è ovviamente il Montepulciano d’Abruzzo. Anche in Abruzzo spesso si aggiunge la cannella. In altre regioni, c’è anche chi prepara il liquore di ciliegie con i noccioli. Anche in Val d’Aosta ed in alcune zone del Lazio il ratafià è considerato un prodotto tipico regionale.

Ciliegie dolci e ciliegie acide: quali scegliere per i liquori?

In generale, dovete sapere che esistono ciliegie dolci e ciliegie acide. Sono varietà acide le marasche, visciole e amarene. Le varietà dolci sono invece tutte quelle che portiamo d’abitudine in tavola, come le ciliegie ferrovia, i duroni e altre. Le ciliegie acide sono le migliori per dar vita a liquori. Se ben ci pensate, uno dei liquori più famosi in Italia è proprio il maraschino, prodotto da un’azienda antichissima ancor oggi operante in Veneto, la Luxardo. Pensate che le prime bottiglie di questo liquore erano prodotte dai maestri vetrai di Murano!

La ciliegia non è un frutto climaterico: ma cosa vuol dire?

La ciliegia non è un frutto climaterico. Cosa significa? Che, a differenza di altri frutti che continuano a maturare anche dopo la raccolta, la ciliegia non lo fa. Ecco perchè è fondamentale raccogliere le ciliegie quando queste sono al loro massimo punto di maturazione. Specie se si intende preparare un liquore alle ciliegie.

Liquore alle ciliegie: solo ratafià? No…

Come detto, il Ratafià è un liquore molto antico, con una storia antica e interessante. Ma vi sono moltissimi altri liquori alle ciliegie decisamente deliziosi, che potete preparare tranquillamente anche in casa. Questi liquori in generale prendono il nome di ciliegioli, al singolare ciliegiolo. Che differenza c’è tra il ratafià e il ciliegiolo? La differenza sta in primis nella gradazione alcolica. Solitamente il ratafià ha una gradazione alcolica inferiore rispetto al ciliegiolo. Si pensi che un ratafià può avere una gradazione alcolica di soli 15°, mentre Maraschino, Cherry Brandy e Kirsch possono arrivare a superare i 30° e, nel caso di quest’ultimo, anche toccare quota 45°.

Il vitigno ciliegiolo

Per concludere, vi ricordiamo che esistono anche alcune tipologie di vitigni dal nome ciliegiolo: il Ciliegiolo del Tigullio, il Ciliegiolo Orvietano e il Ciliegiolo della Maremma. Naturalmente, essendo vitigni, danno origine ad un vino, e non ad un liquore alle ciliegie.

Consigli per fare il liquore di ciliegie in casa

Riassumendo, ecco 3 consigli per il liquore di ciliegie fatto in casa:

  1. scegliete se volete utilizzare ciliegie acide o dolci
  2. decidete se volete aggiungere spezie (scorza di limone, cannella, chiodi di garofano)
  3. decidete se volete fare un liquore a base alcolica con alcol, brandy o un buon vino rosso

Da queste 3 decisioni, che potete anche modulare secondo i vostri gusti, otterrete un ottimo liquore di ciliegie personalissimo, come quelle ricette della nonna che non si trovano nei libri di cucina ma che si tramandano di famiglia in famiglia.


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