La risposta breve è: no, oggi non si può comprare né mangiare legalmente in nessun ristorante o pescheria. Il dattero di mare (Lithophaga lithophaga) è vietato dal 1998 — non solo pescarlo, anche solo tenerlo in casa, venderlo o servirlo a tavola. E non è una legge dimenticata: nell’ottobre 2025 un’operazione della Guardia Costiera ha portato a 57 indagati nel nord barese. Qui trovi anche una correzione a un errore che gira spesso online: il “dattero bianco” allevato in Puglia non è la stessa specie.

Cos’è il dattero di mare
Il dattero di mare, nome scientifico Lithophaga lithophaga, è un mollusco bivalve che vive scavando gallerie dentro la roccia calcarea sommersa, dove trascorre l’intera vita senza più uscirne. Cresce lentissimo: servono 15-20 anni perché un esemplare raggiunga i 5 centimetri, la taglia considerata commestibile. È questa lentezza, insieme al modo in cui si estrae, a renderlo il mollusco più protetto del Mediterraneo.
Perché è vietato dal 1998
Il dattero di mare non vive libero sul fondale: vive dentro la roccia. Per raccoglierlo bisogna spaccare la roccia che lo ospita — con martelli pneumatici, picconi o, nei casi peggiori, cariche esplosive. Non si preleva un animale, si distrugge l’habitat in cui vivono anche coralli, spugne, alghe e i pesci che si riparano fra le fessure: un danno che il fondale non recupera in una vita umana.
Per questo il Decreto Ministeriale del 16 ottobre 1998 vieta in Italia la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, l’immagazzinamento, la vendita e l’esposizione del dattero di mare — anche se l’esemplare è già morto. Nel 2006 l’Unione Europea ha esteso lo stesso divieto a tutti i paesi membri con il Regolamento CE 1967/2006, articolo 8: l’Italia era arrivata prima di otto anni.
Le sanzioni riguardano anche chi lo mangia, non solo chi lo pesca
La legge punisce la cattura, il commercio e il consumo: multa da 2.000 a 12.000 euro e reclusione da 2 mesi a 2 anni. Chi lo serve al ristorante e chi lo ordina sono entrambi punibili — non è un rischio riservato ai pescatori di frodo.
Non è una legge dimenticata: l’operazione del 2025
Il divieto ha oltre 25 anni ma si applica ancora oggi, con forza. Il 21 ottobre 2025 la Guardia Costiera, con il supporto della Polizia di Stato e sotto il coordinamento della Procura di Trani, ha portato a termine un’operazione fra Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cerignola, Molfetta, Giovinazzo, Margherita di Savoia e Terlizzi: 57 indagati, di cui 25 arrestati, 10 ai domiciliari, e sequestri di pescherecci, punti vendita e denaro ritenuto provento della vendita illegale. L’accusa, oltre alla pesca di frodo, comprende anche il disastro ambientale per i danni causati ai fondali.
Il “dattero bianco” non è lo stesso animale
Si legge spesso, anche su vecchi articoli di questo stesso sito, che esisterebbe un “dattero di mare di allevamento” legale, nato da un progetto sperimentale nel golfo di Manfredonia. È un’informazione da correggere su due punti.
- È una specie diversa. Il “dattero bianco” allevato a Manfredonia è Pholas dactylus, non Lithophaga lithophaga: famiglie diverse, aspetto simile, nome comune che genera confusione. Anche il dattero bianco, però, è specie protetta dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE) — non è liberamente commerciabile solo perché non è quello del divieto del 1998.
- Il progetto è del 2008 e non è mai diventato un prodotto in vendita. Finanziato dalla Regione Puglia e condotto da Federcoopesca-Confcooperative, puntava a un allevamento commerciale grazie alla crescita più rapida della specie (36 mesi contro i 15-20 anni del dattero di mare vero). Le fonti dell’epoca parlavano di una tecnica che “richiede ulteriori affinamenti” prima di essere replicabile su scala — e non risultano aggiornamenti successivi su una commercializzazione reale.
In pratica: oggi non esiste un canale legale per comprare né l’una né l’altra specie. Se qualcuno te lo offre, sta commettendo un reato — a prescindere da quale delle due specie sia davvero.
In breve
- Il dattero di mare (Lithophaga lithophaga) è vietato dal 1998: pescarlo, tenerlo, venderlo e anche solo mangiarlo sono reati, puniti con multa e reclusione.
- Il divieto è attuale: un’operazione dell’ottobre 2025 nel barese ha portato a 57 indagati.
- Il “dattero bianco” allevato in Puglia è un’altra specie (Pholas dactylus), anch’essa protetta, e il progetto sperimentale del 2008 non è mai diventato un prodotto disponibile in commercio.
- Non esiste, oggi, un modo legale di comprarlo, né allevato né pescato.
Fonti: Decreto Ministeriale 16 ottobre 1998; Regolamento CE 1967/2006, articolo 8; Ente Parco Nazionale del Gargano, scheda “Dattero bianco”; cronaca dell’operazione del 21 ottobre 2025 nel nord barese, coordinata dalla Procura di Trani. Informazioni verificate ad agosto 2026.
