Come gustare meglio il tartufo

Spread the love

Per assaporare il miglior tartufo è opportuno acquistarlo nel periodo di piena maturazione, quello attuale, da un rivenditore di fiducia o nei numerosi mercati che in questa stagione si susseguono in varie località italiane: dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise ma anche nel Lazio e in Calabria. Una volta comprati, i tartufi vanno conservati nel frigorifero in un barattolo a chiusura ermetica, avvolti uno ad uno in tovaglioli di carta o anche immersi nel riso. Quest’ultimo impregnandosi del loro aroma può essere utilizzato in un secondo momento in cucina. È buona norma pulire i tartufi solo al momento del loro utilizzo spazzolandoli e solo se necessario facendoli passare velocemente sotto il getto di acqua fredda.

Tutti questi buoni consigli – suggeriti da Coldiretti – aiutano a gustare al meglio l’aroma del tartufo. Un tubero che nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. In cucina il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il tartufo bianco, invece va gustato a crudo su piatti come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi.

LEGGI ANCHE  La spesa del futuro è virtuale

Spread the love