La cucina americana reinventata a Milano

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l ristorante California Bakery si rifà alla tradizione culinaria Usa ma con accenti salutisti parecchi appartamenti Milano e dintorni sono stati trasformati in dei ristorantini in stile USA a puntino che attirano parecchi curiosi del genere. Bandito lo strutto, sì all’olio di oliva.

Dopo il dolce e il salato, è l’ora degli hamburger. California Bakery è entrata nella fase tre della sua evoluzione allargando il business alla cucina in stile Usa con momenti di consumo che scandiscono tutto l’arco della giornata: dalla colazione al dopocena. In piazza Sant’Eustorgio a Milano è approdato un nuovo locale con dehors (l’esterno può accogliere 30 persone) che gioca la carta della tradizione culinaria statunitense. Ma niente a che fare con fast food, patatine fritte e piatti ipercalorici responsabili delle taglie fortissime degli americani. California Bakery propone, infatti, dai muffin ai pancake, dagli hamburger ai sandwich, dalle torte newyorkesi agli smoothies alla frutta, dai centrifugati ai tè francesi: piatti ?made in Usa? sì, ma intrisi di salutismo (bandito lo strutto, in cucina sono ammessi solo olio di oliva e materie prime bio) e con venature mediterranee.

Le tappe
Il binomio gusto e salute sta alla base del concept del California Bakery, marchio di pasticcerie american-meneghine rilevato da Marco D’Arrigo nel 1994. Dopo la pasticceria di viale Premuda, tuttora operativa, la seconda tappa è stata ampliare l’attività al salato e ora a 360° a tutta la ristorazione. Formula, quest’ultima, proposta non solo in piazza Sant’Eustorgio, ma anche nel negozio ?storico?, a differenza di largo Augusto per il momento fermo alla fase due. A imprimere l’accelerazione al business è stata Caroline Denti: padre siciliano e madre francese, studi negli States, professione pubblicitaria: è la manager cui D’Arrigo si è rivolto per un restyling dell’immagine del California Bakery. Un progetto cui Caroline si è appassionata al punto che ha abbandonato la sua professione per dedicarsi a tempo pieno alla definizione del nuovo concept. Un’impresa certo non facile. A Milano la tradizione culinaria statunitense è rappresentata prevalentemente da fast food e steak house. Più vicino al mondo California Bakery è la filosofia della catena internazionale Starbucks, assente in Italia, che però limita il suo raggio di azione a colazione, dessert e prodotti di pasticceria. Dunque, l’idea, assolutamente originale, di creare un locale informale e ricercato che combinasse il gusto raffinato del ?country living?, tipico della campagna anglosassone e americana, e la qualità e la freschezza dei cibi all’insegna del comfort food.

Una proposta innovativa.

«Bisogna sfatare certi miti» spiega Denti che nello studiare i menu non nasconde di avere le sue muse ispiratrici, rigorosamente newyorkesi (?cuoche meravigliose?), aggiungendo un tocco mediterraneo dato da ingredienti come l’olio di oliva e il Parmigiano e un’attenzione a layout del piatto e mise en place. Ma veniamo all’offerta del California Bakery (1,5 milioni di euro il fatturato nel 2007), dove si può trascorrere una giornata intera, anche con sosta lavorativa (è disponibile la connessione wifi): si può iniziare con una tipica colazione all’americana a base di muffins (2 euro), pancake&waffle (3 euro), torte (4 euro), caffè americano (un euro) e spremuta di arancia (3,50 euro). A pranzo e cena hamburger di carne argentina, tonno o veggie burger (dai 16 ai 20 euro) con patatine fritte nell’olio di oliva, riutilizzato un numero limitato di volte, bagel (4,50-5,50 euro), sandwich (5,50-7 euro), insalate, quiche, verdure di stagione. Al tea time tè francesi Mariage Frères e tisane (3,50 euro), accompagnati da torte o smoothies alla frutta. Infine, l’aperitivo con vino (al bando i superalcolici), birra, succo di mele bio, centrifugati e finger food (15 euro).

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Ambiente tra il country e il provenzale.
La domenica scatta il brunch: niente buffet omnicomprensivi (dall’aperitivo al dolce), ma monopiatti: dalle omelette (frittatine dolci o salate, contorno e pane ai cinque cereali, 16 euro) alle quiche fino all’Upper West Side Plate (uova Benedict con pancetta e contorni su bagel o pane ai cinque cereali). Il tutto servito in un ambiente in stile country – campagna americana, per intenderci, ma che ricorda le atmosfere provenzali – da camerieri perlopiù studenti stranieri. Lo staff che si alterna nei tre negozi è costituito da 30 persone. In piazza Sant’Eustorgio durante l’arco della giornata servono in nove, 12 la domenica per i gettonatissimi brunch.


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