E’ Simone Scipioni il 7° Masterchef italiano

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Si chiama Simone Scipioni e viene da un ameno paesino del marchigiano il vincitore della settima edizione di Masterchef Italia. Dopo aver sconfitto nella semifinale il micologo Alberto Menino, di Tortona (che non l’ha presa affatto bene), il giovane Scipioni ha dovuto vedersela con Kateryna, che però non ha convinto del tutto i giudici. La giovane ucraina ha esordito male, non ricordando nemmeno il nome del suo menù, per poi proseguire di male in peggio, proponendo una coda di rospo assolutamente cruda ed immangiabile e calcando forse un pò troppo la mano sui suoi ricordi d’infanzia nei boschi. Errori che hanno consentito invece a Simone di emergere con uno stile personale, verace, casereccio ma ricercato, identitario e ben definito, privo di commistioni fantasiose e realizzato con decisione, carattere e semplicità. Uno stile che ha convinto, a partire dal titolo, Simone Mc2, sino al dessert. Originali i piatti, che hanno saputo conquistare i palati dei giudici strizzando l’occhio alla tradizione, come le olive all’ascolana con ciauscolo e vaniglia, ribattezzate per l’occasione Quello che non strozza ingrassa.

Kateryna nel pallone, Simone Scipioni “sul pezzo”

Mentre la giovane Kateryna andava sempre più nel pallone, Simone si è dimostrato professionale ma sereno e anche un pò spiritoso, visto i nomi che ha saputo assegnare ai suoi piatti. La sua proverbiale timidezza insomma non nascondeva impacciataggine, ma anzi determinazione e concentrazione. Qualità che lo hanno indubbiamente premiato. 

Proseguendo con la carrellata dai piatti, Simone Scipioni ha poi presentato Guarda come vongolo, un gazpacho di mela, sedano e peperone con tzatziki e vongole affumicate (affumicatura magistrale, ndr), Il cappellaccio matto, ottimi cappellacci fatti a mano con ripieno di melanzane perline, e Voulez vous quaglier avec moi? un sorprendente piatto di petto di quaglia cotto nel burro chiarificato e servito su salsa olandese. Infine, Dolce Far Niente, perchè “dopo questo piatto non voglio fare più niente” (per oggi, ndr), un delicato crumble con crema alla ricotta e burrata e pesche cotte in vasocottura con rosmarino.

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Un menu elegante ma verace, quello di Simone Scipioni

Un menù elegante ma verace, che ci porta nelle amate Marche del giovane Simone Scipioni, con uno stile unico ed inconfondibile che ci piace pensare ritroveremo presto tra le pagine del suo libro in uscita, oppure, perchè no, del suo ristorantino che sicuramente aprirà presto i battenti in quel di Montecosaro. E dove altro, sennò?


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