A Carnevale ogni scherzo vale. Sì, ma su una cosa in questo periodo non si scherza affatto: i festeggiamenti! L’imperativo, in questo periodo dell’anno è trasgredire. Perché terminato il Carnevale si dovrà affrontare un lungo periodo di rinunce e digiuno. Quindi meglio approfittarne e darsi alla pazza gioia, ballare e cantare, scambiarsi sms divertenti e prese in giro, mangiare le tipiche chiacchiere di carnevale, mascherarsi e partecipare a sfilate e cortei.
In Italia e nel mondo i modi di celebrare questa festa sono tantissimi, e ogni singolo paesino ha una sua tradizione legata al Carnevale.
A Ivrea, in Piemonte, si celebra ogni anno con la battaglia delle arance, che vede combattere le persone che si trovano sui carri contro quelli che sono in strada ad assistere alla sfilata. E i proiettili sono tonnellate di arance! Carri allegorici con enormi caricature in cartapesta di uomini politici e dello spettacolo sono invece i protagonisti indiscussi del Carnevale di Viareggio, in Toscana. In Puglia, nel piccolo centro di Putignano il 26 dicembre si celebra la Festa delle Propaggini durante la quale vengono decantati versi umoristici e frasi divertenti dedicati a personaggi cittadini o fatti accaduti durante l’anno. Il Martedì Grasso, invece, si celebra il funerale di re Carnevale. A Oristano, in Sardegna, si tiene invece la Sartiglia, una giostra equestre con cavalieri vestiti con costumi tradizionali e con il volto coperto da una maschera di legno. Ma il Carnevale più famoso rimane quello di Venezia. Le sue origini risalgono al X secolo: il Giovedì Grasso si festeggiava la vittoria del Doge sul patriarca di Aquileia con spettacoli di giocolieri e saltimbanchi, fuochi d’artificio e il Volo dell’Angelo (detto anche della colombina), fatto da un acrobata che saliva su una fune fino al campanile di San Marco. Ieri come oggi le calli, le piazze e i campielli della città sono affollati di persone che indossano il costume tradizionale del Carnevale, la “bautta”: mantello, cappa di merletto e cappuccio in seta nera, uno strano cappello tricorno e una maschera bianca per garantirsi l’anonimato.
E’ invece il samba il protagonista indiscusso di uno dei Carnevali più famosi del mondo, quello di Rio de Janeiro. Per tutto l’anno i brasiliani hanno in mente una sola cosa: arrivare pronti a questo appuntamento imperdibile, fatto di costumi spettacolari, carri e danze sfrenate per tutta la città. Il Carnevale si rifà alle tradizioni che i neri dell'Africa e i portoghesi delle Azzorre portarono con sé in Brasile. La gara tra scuole di samba è nata invece negli Anni Trenta, e da allora ogni anno si ripete questo rito, che vede esibirsi lungo le strade di Rio centinaia e centinaia di ballerini e ballerine in costumi sontuosi e colorati. Il Carnevale di New Orleans è invece di origine francese. La festa del Mardi Gras è caratterizzata da carri allegorici e cortei accompagnati dalle note del rhythm and blues. Si rifà alle antiche tradizioni medievali il Carnevale di Basilea, in Svizzera, durante il quale si tengono spettacoli come la Totentanz (danza della morte) e la Mummenschanz (mascherata). A Nizza ogni anno si tengono le caratteristiche battaglie dei fiori, elemento principale dei carri e delle feste che si tengono tutta la settimana nella cittadina francese. In Germania è molto famoso il Carnevale di Colonia, che inizia l’11 novembre alle 11 e 11 minuti esatti, con la nomina del Principe, del Fante e della Vergine, i protagonisti della festa. A loro il compito di scendere tra il pubblico il Giovedì Grasso, giorno in cui le donne prendono il comando della città e possono permettersi di fare qualunque cosa. In Grecia il Carnevale di Pratasso è caratterizzato dalle battaglie della cioccolata, con ragazze che distribuiscono fiori e dolci di carnevale dai carri. Infine a Londra il Carnevale più famoso si tiene a Notting Hill, dove si ripropone la tradizionale festa degli immigrati caraibici, con bande musicali, gruppi mascherati e danzatori.