Gli ingredienti necessari e la procedura per preparare cappelletti in brodo, ricetta originaria della regione Emilia Romagna.
Data aggiornamento: 04/09/2008 alle 09:10
Numero di ricette: 13956
400 gr di farina bianca, 300 gr di formaggio parmigiano reggiano, 200 gr di polpa di maiale, 200 gr di prosciutto crudo, 100 gr di petto di pollo, brodo, 50 gr di burro, cinque uova, olio d'oliva, pepe, noce moscata, sale
unire in un tegame la polpa di maiale e il petto di pollo tritati finemente e il burro. cuocere per circa 15 minuti, poi aggiungere il prosciutto tritato. lasciare sul fuoco ancora per qualche minuto, togliere e far raffreddare. incorporare alla carne il formaggio e un uovo, poi mescolare l'impasto sino a ottenere una buona consistenza morbida, aggiungendo sale e una grattatina di noce moscata. questo è il ripieno classico, ma le varianti familiari sono numerose. c'è chi adopera la mortadella al posto del prosciutto o il vitello arrosto invece del maiale, chi il petto di tacchino in aggiunta al maiale, chi grasso di gallina (meglio se cappone) in sostituzione del burro e chi, infine, aggiunge 50 gr di cervella di vitello. a novellara (reggio emilia) il ripieno è preparato soltanto a base di stracotto di manzo con chiodi di garofano e trito di cipolla. dopo aver fatto la sfoglia con la farina, il sale, l'olio d'oliva e le rimanenti uova, lasciarla riposare, sotto un canovaccio, per circa 30 minuti. tirare una sfoglia piuttosto sottile, e tagliarla a strisce prima orizzontali poi verticali, in modo da ottenere dei quadrati di tre-quattro centimetri di lato. porre al centro del quadrato una piccola presa di ripieno e piegare la sfoglia a triangolo, facendo aderire bene gli orli. dopo aver stretto fra il pollice e l'indice di entrambe le mani i due lati del triangolo, ruotare con la destra i cappelletti attorno alla punta dell'indice sinistro e sovrapporre i due angoli stringendoli sinché non restano ben uniti. i cappelletti debbono riposare e rassodare alcune ore, poi cuocere in un brodo di cappone. dieci minuti bastano per portarli al giusto punto di cottura. servire con abbondante brodo e informaggiare in tavola.a imola si usa porre per il pranzo di capodanno nella zuppiera un cappelletto (detto “e caplitaz”) più grande del normale. chi lo pescasse avrebbe fortuna tutto l'anno.