Il Magazine delle Ricette per Cucinare


Pubblichiamo le ricette più artistiche

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Archivio del 18 marzo 2008

Un cucina ecologica che si ispira alla natura

martedì 18 marzo 2008

Design ed efficienza energetica per il nuovo progetto firmato Whirlpool
Utilizzare elettrodomestici ecologici per risparmiare energia e acqua è diventato un trend tra le persone “eco-coscienti”. Il mercato offre una grande varietà di apparecchi “eco-friendly” o a basso consumo energetico, ma per battere tutti Whirlpool ha introdotto la madre di tutte le cucine ecologiche a risparmio d’energia. Questo avveniristico concept è stato progettato per migliorare l’efficienza energetica del 70%, rispetto ad altre cucine ordinarie, e fino al 24% di risparmio sui costi. L’avveniristico prodotto, imitando le dinamiche presenti in natura, è stato progettato per fornire il 60% di acqua e calore, generato da alcuni apparecchi, ad altri elettrodomestici in grado di riutilizzarlo nelle loro funzioni. Ad esempio, il calore del compressore del frigorifero viene impiegato per riscaldare l’acqua utilizzata dalla lavastoviglie. O ancora, il frigo è trasformato in un cassetto, in modo da ridurre la fuga d’aria fredda conseguente all’apertura dello sportello. A questo bisogna aggiungere la cura per il design che conferisce all’ultima fatica di Whirlpool un aspetto chic e ultramoderno.

In India la cucina solare più grande del mondo

martedì 18 marzo 2008

Ottantaquattro specchi parabolici per alimentare 18.000 persone

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La cucina solare più grande del mondo si trova a Taleti, in India, a 1.219 metri sopra il livello del mare, e funziona grazie ad immensi specchi che, concentrando la luce solare, riescono ad ottenere temperature superiori ai 640 C°. Nata dagli sforzi comuni dell’azienda indiana Brahma Kumaris e della tedesca Solare-Bruecke, la cucina in questione si avvale di 84 piatti parabolici, ognuno con un’area riflettente di 9,2 metri quadrati. Attraverso un sistema di tubature, il vapore prodotto da questo impianto solare a concentrazione (circa 3500-4000 Kg al giorno) viene raccolto per alimentare gigantesche pentole industriali della capacità compresa fra i 200 e i 400 litri. I vegetali e il riso cotti al loro interno sono in grado di sfamare 18.000 persone alla volta. L’impresa ha richiesto un finanziamento di 5 milioni di dollari, e vuole essere un ottimo esempio di come la tecnologia solare ad alta efficienza possa essere applicata su larga scala a favore di progetti sostenibili.

La cucina dei naviganti

martedì 18 marzo 2008

Mercoledì 2 aprile alle ore 21.00 Rossella Malaspina giornalista ( con nel settore culianario) di vela e ottima cuoca presenterà il libro ‘La cucina dei naviganti’ delle autrici Elena e Paola Accati, Blu edizioni, presso la sede di Orza Minore, scuola di vela, a Monza in via Arosio 6.

Le autrici/veliste Accati sveleranno tutti – o quasi- i segreti dell’arte culinaria in barca a vela , dove gli spazi sono assai ridotti e con pochi attrezzi da ‘lavoro’ a disposizione. Il libro propone una preziosa collezione di ricette da‘mare’, una vera e propria navigazione attraverso i sapori del Mediterraneo, con le sue erbe aromatiche, ortaggi, pesci…

La descrizione delle ricette proposte nel libro saranno accompagnate da piacevoli racconti di lunghe veleggiate e immagini suggestive, soprattutto sarà possibile degustare deliziosi assaggi preparate per l’occasione dalle autrici.

Elena Accati , velista torinese è laureata in agraria ed è titolare della cattedra di Floricoltura dell’Università degli studi di Torino. Quando non è per mare si dedica a livello didattico e di ricerca alle piante ornamentali, al giardino, al parco, al paesaggio. Paola Accati, velista torinese, è laureata in chimica e naviga spesso. Sostiene che per lei fare la maionese non è un problema perché sa come maneggiare una ‘soluzione colloidale’. Oltre alla grande passione per l’arte culinaria è accanita lettrice di romanzi e saggi e appassionata di opera.

L’ingresso è libero.

Mercoledì 2 aprile, ore 21.00 La cucina dei naviganti presso sede di Orza Minore.

Via Arosio, 6 Monza – tel. 039.328301

Il Catering che incontra l’alta cucina

martedì 18 marzo 2008

Jeff Thickmann, chef e pasticcere americano trapiantato a Firenze, organizza da solo pranzi per importanti personaggi.
Ha iniziato come pasticcere, quindi si è formato come chef per diventare con il tempo il mago dei , che riesce a dirigere magistralmente da solo. Jeff Thickmann vive nella periferia di Firenze, in un casolare immerso nella campagna: questa è la sua casa, il suo laboratorio e la sede dei corsi di cucina italiana. È qui che passa le giornate, tra 18 fornelli sempre accesi e tre forni professionali che usa per le sue sperimentazioni. Jeff ha un passato curioso, molto distante da quello professionale di qualsiasi altro cuoco: nessuna nonna dalla quale apprendere i segreti della cucina, né grandi maestri, né, tantomeno, lunghe gavette. Arriva dal mondo delle note, da tanti anni trascorsi tra il pianoforte e le mura del conservatorio. La storia di uno chef particolare Fino a ventotto anni è insegnante di musica alla Columbia University di New York e conosciuto da tutto l’istituto per le sue torte. A ventinove anni arriva la svolta, il cambio di rotta: Jeff lascia la musica e vola in Europa per imparare l’arte della grande pasticceria alla Cordon Bleu di Parigi, dove studia assiduamente per un anno. Dopo questa ricca esperienza approda a Firenze e riesce a farsi conoscere in città attraverso piccoli catering commissionati dall’alta borghesia. Arrivano richieste da persone molto influenti come i marchesi Antinori e la famiglia Ferragamo e il giro di conoscenze si allarga anche fuori dai confini italiani. Parte del suo successo deriva, sicuramente, dall’essere cittadino del mondo: madre di sangue inglese e russo e padre americano. Jeff oggi è noto a livello internazionale e attualmente si fregia del titolo di chef ufficiale dell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e cuoco personale del direttore Zubin Metha. Vanta esperienze di grandi catering anche a livello istituzionale, in Italia ed all’estero: ha preparato la cena in onore di Hillary Clinton per il G7, ha cucinato alla presenza di Putin a San Pietroburgo e in Israele ha ricevuto i complimenti da Shimon Peretz che ha definito la sua cucina un bellissimo concerto di sapori.

Catering per 300 persone gestiti in solitario La scelta di fare unicamente catering e di occuparsi da solo dell’intera preparazione delle pietanze fa di Jeff un tipo fuori dai canoni. «La condanna peggiore che potrebbe mai essermi inflitta sarebbe di costringermi a cucinare sempre le stesse pietanze. Mi piace cambiare, sono attratto da tutte le cucine del mondo, soprattutto da quelle orientali come l’indonesiana ed è raro che mi capiti di fare consecutivamente il solito piatto. Riesco da solo a gestire catering anche per trecento persone: generalmente faccio un sopralluogo, osservo la cucina e l’attrezzatura e mi organizzo secondo esigenza. La modalità operativa, quella ideale, è di convogliare metà del lavoro in laboratorio e il resto sul posto. Alcune volte mi capita di dovermi impegnare anche tre giorni di seguito, giorno e notte». Una passione per le nuove creazioni La passione per le antiche cucine ha spinto Jeff verso lo studio di quella rinascimentale: tra le sue creazioni spicca una lasagna fatta di pasta sfoglia tirata con essenza di rosa e condita con un ragù di carni miste speziato alla cannella e noce moscata. Tra le cucine che apprezza maggiormente e alle quali è molto legato c’è quella russa. Così il kulebiaca di salmone è una torta salata dalla lunga preparazione composta da salmone, funghi, aneto e cotta al forno. Riposa una notte intera nel frigo e, secondo tradizione, si completa con laboriose guarnizioni. Non disdegna, comunque, le cotture veloci e di effetto. Un esempio? Petto d’anatra al Calvados con mele caramellate.





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